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I Bric e il ruolo leader della Cina

di Maria Gravano

Nella classifica delle potenze economiche mondiali il peso dei Paesi Bric (Brasile, Russia, India e Cina) continua a crescere, il vero motore di queste economie è sopratutto la Cina divenuta seconda potenza economica mondiale. Il 55% del pil e il 65% del commercio estero dei BRIC infatti è da attribuirsi alla sola Cina, così come (continua)

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Gli Usa tre anni dopo Lehman Brothers

di Luigi Gentili

A tre anni dal fallimento della Lehman Brothers, il gigante dei servizi finanziari, gli Usa sono ancora in panne. L'economia è vittima di un debito pubblico
e di un deficit di bilancio che si riproducono incessantemente. 
Il recente accordo bipartisan, tra democratici e repubblicani, relativo al tetto di bilancio, non può che essere una soluzione di breve termine. Troppe sono le cause strutturali che fanno dell’America un paese gonfiato al livello finanziario. Una massa enorme di denaro, prodotti e accordi finanziari che soffocano l’economia reale.
Mentre la politica sembra frenata nella riproduzione dell’inevitabile, l’economia va per conto proprio, tra bolle speculative e investimenti antiproduttivi, per non parlare dei tagli alla spesa federale. (continua)




Ascolta la presentazione dell'Economy Way: la sua finalità, il suo credo.

Red Emotion
Tributo alla Ferrari
Roma - Italy
29 gennaio 2011

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CICAS - Confederazione degli imprenditori, dei commercianti, degli Artigiani, del Turismo e dei Servizi.

UNAIT - Unione Nazionale Confederazioni d'Impresa.

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Nord Africa e Vicino Oriente
Accanto o lontano all'occidente?

di Matteo Marconi

Da diversi mesi il Nord Africa e il Medio Oriente sono attraversati da correnti di proteste popolari, dirette contro il potere costituito e i suoi rappresentanti. L'occidente non ha saputo prevedere questo terremoto tramite politici ed analisti, che non avevano capito il disagio montante in quest'area centrale del mondo islamico. Dall'inizio del 2011 buona parte della sponda
(continua)

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Il "trend" di un'economia immobile
Intervista all'economista Giuseppe Turani

di Roberta Catroppa

Siamodi fronte ad un trend ben preciso: dalla metà degli anni '80 ad oggi, in paesi come l'Italia, la Germania e la Gran Bretagna la crescita del reddito della fascia più ricca è stata doppia rispetto a quella del resto della popolazione. Un andamento pericoloso, se è vero che maggiore diseguaglianza significa più instabilità politica e sociale, tassi crescenti di criminalità e disoccupazione, aumento di discriminazione (continua)

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LIBRI & LETTURE

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Luigi Gentili, "Elite dirigenti. I gruppi di vertice nel capitalsimo olonico", Armando Editore

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Luigi Gentili,"Innovare il management. L'arte di dirigere nell'era del caos", Armando Editore

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Indagine Eurispes: i giovani lascerebbero tranquillamente l’Italia

di Alessia Gregori

Italia si o no? A chiederselo i giovani. In particolar modo le donne. Oltre la metà dei ragazzi vorrebbe lasciare il Belpaese per un solo motivo: il lavoro. Tutti concordanti a riguardo della bellezza dell’Italia, del clima o della cucina il problema è un altro, sempre lo stesso. Stando al rapporto Eurispes 2011 il 40% dei ragazzi tra i 25 e i 34 anni crede che sia una sfortuna vivere in Italia e sarebbe ben disposto ad abbandonare la penisola optando per l’estero. I candidati per eccellenza sono la Francia e Stati Uniti dove il 16% dei giovani si trasferirebbe senza pensarci due volte.  Ma non si tratta solo di mancanza  di occupazione ma anche di scarso senso civico e forte corruzione. Proprio queste sono, in parte, le motivazioni che influiscono sull’estrema difficoltà di trovare un lavoro soddisfacente che magari corrisponda anche alla propria preparazione.  Diciamo che la disillusione e la consapevolezza della gravità della situazione arriva verso i 25 anni, non appena si approda nel mondo del lavoro, magari dopo anni di studi. La situazione che attesta lo stato dell’occupazione  italiana è quanto mai allarmante. Il 57% degli appartenenti alla fascia d’età tra i 15 e i 67 anni lavora, la percentuale si abbassa per le donne: arrivando al 46% contro il 68% per gli uomini. Il 12% dei lavoratori ha un contratto a termine, anche in questo caso sono più le donne a tempo determinato che gli uomini. Il tasso di disoccupazione aumenta ancora, attestando un 8%. Ancora più difficile la situazione dei ragazzi: il 26% sono disoccupati. Per non parlare del 12% che si trova costretto al lavoro irregolare. Insomma, un quadro nero e purtroppo molto chiaro. Sempre più giovani scoraggiati decidono di lasciare l’Italia, ecco i motivi.

da Economy Way del 16/02/11

Eventi

Leadership al femminile

La Cicas e Impresa Donna, in collaborazione con Economy Way, e con il patrocinio di Roma Capitale, organizza a Roma il convengo "Leadership al femminile". (continua)

Politica

Psicologia e politica
Cosa condiziona le scelte dell'elettore

di Stefania Pilotti

Quale è la relazione tra psicologia e politica? Se ci fosse posta una domanda simile forse la risposta sarebbe così immediata. (continua)


INTERVENTI


Come cambia il mondo del lavoro

Intervista al sociologo Domenico De Masi

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Giovani e sacro nel terzo millennio

Intervista a Alessandro Meluzzi

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L'Amore secondo Alberoni

Intervista al noto scrittore sulle dinamiche amorose del nostro tempo


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Finanza islamica, un’alternativa sconosciuta
Colloquio con l’economista Stefano Masullo

di Giovanna Canzano

37L’intervista è rilasciata da Stefano Masullo, economista e segretario generale di Assoconsulenza.
Nell’attuale panorama economico e finanziario internazionale che ruolo può giocare l’introduzione dell’islamic banking? 
In una prospettiva di sviluppo
(continua)

Effetto "glocale": oltre l'omologazione dei mercati

di Luigi Gentili

36 Negli anni ottanta Akio Morita, cofondatore e presidente della Sony, conia un motto dall'impatto dirompente: "Pensare globalmente e agire localmente". Nasce quindi in giappone l'idea che la globalizzazione non sia riconducibile solamente alla standardizzazione dei mercati. Oggi la globalizzazione è sinonimo di omologazione e di nichilismo. Le culture nazionali, gli stili di vita e i consumi vengono appiattiti all'unidimensionalità dello scambio mercantile. Viviamo in una società sul commercio astratto, dove gli scambi di merci e di denaro avvengono senza alcun ancoraggio con i diversi gruppi umani che popolano il pianeta. (continua)

Culture

La Cina, un paese al plurale

Oggi si parla sempre più di economia cinese, dei suoi investimenti e di un paese visto come fabbrica di tutto il globo. (continua)

Mass media

PMI, marketing e competitività

Lo scenario economico che è emerso nel 2008 ha posto prepotentemente all'attenzione nuovi ulteriori problemi da affrontare (continua)

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SVILUPPO

L'Italia dei distretti combatte la crisi


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CONSUMI

Toglietemi tutto... ma
non il cellulare!

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OCCUPAZIONE

La crisi continua il
lavoro di trasforma

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PUBBLICITA'

L'avvento del marketing tribale


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